LATI al Compounding & Recycling Expo 2026 per analizzare l’impatto del nuovo scenario normativo europeo su compound, materie prime, formulazioni e supply chain.

La compliance entra sempre più nella progettazione dei materiali

Conformità normativa, sostenibilità e competitività industriale sono sempre più strettamente collegate nel settore europeo delle materie plastiche.

L’evoluzione di quadri normativi come PPWR, REACH e CLP, insieme al percorso europeo relativo ai PFAS, non incide soltanto sugli obblighi documentali delle imprese. Sta influenzando anche la disponibilità delle materie prime, la selezione degli additivi, lo sviluppo delle formulazioni, la qualificazione di materiali alternativi e il trasferimento delle informazioni lungo la supply chain.

Il contesto è inoltre in rapida evoluzione. Il Packaging and Packaging Waste Regulation – PPWR, Regolamento (UE) 2025/40, è applicabile nell’Unione europea dal 12 agosto 2026 e introduce un quadro armonizzato per imballaggi e rifiuti di imballaggio.

Sul fronte PFAS, invece, è importante distinguere tra restrizioni già adottate per specifiche sostanze o utilizzi e la proposta più ampia di restrizione a livello UE. Quest’ultima, al momento, è ancora nel processo di valutazione previsto da REACH; ECHA indica che il parere finale del SEAC è atteso entro la fine del 2026.

Per chi sviluppa compound tecnici, questo significa che la regulatory compliance deve essere considerata sempre più precocemente nel processo di progettazione del materiale.

LATI al Compounding & Recycling Expo 2026 di Francoforte

Questi temi sono stati al centro della partecipazione di LATI Industria Termoplastici S.p.A. al Compounding & Recycling Expo 2026, tenutosi a Francoforte.

Il 24 settembre, Cristiano Citterio, Product Regulatory Affairs Manager di LATI, è intervenuto nella tavola rotonda:

“Compounding under Compliance: PPWR, REACH and the New Regulatory Reality”

Il panel ha riunito competenze normative, legali e industriali per discutere le conseguenze concrete dell’evoluzione legislativa sull’industria europea del compounding e dei masterbatch, considerando non soltanto gli aspetti formali della conformità, ma anche gli impatti operativi, economici e commerciali.

“È stata un’opportunità di grande valore per confrontarsi con senior leader del settore, consulenti e partner della catena del valore sulle implicazioni pratiche di PPWR, REACH, PFAS, CLP e degli altri sviluppi normativi emergenti. Uno dei principali messaggi emersi è che, per affrontare le future sfide regolatorie, non saranno sufficienti soltanto innovazione e conformità, ma saranno necessarie anche una collaborazione più stretta lungo l’intera catena del valore, una maggiore partecipazione attraverso le associazioni di settore e un dialogo costruttivo tra industria, autorità e legislatore.”
Cristiano Citterio, Product Regulatory Affairs Manager di LATI.

Materie prime, additivi e formulazioni: anticipare il cambiamento normativo

Per un compounder, il quadro regolatorio non può essere valutato solamente quando il materiale è pronto per essere immesso sul mercato.

La scelta di un additivo, di una materia prima o di una tecnologia funzionale può avere conseguenze sul ciclo di vita della formulazione e sulle successive attività di qualificazione.

La crescente attenzione normativa rende quindi centrali alcuni aspetti:

  • disponibilità e tracciabilità delle materie prime;
  • qualità e aggiornamento della documentazione;
  • monitoraggio dello status normativo di sostanze e additivi;
  • valutazione preventiva di possibili alternative;
  • condivisione coerente delle informazioni nella supply chain;
  • pianificazione dei tempi necessari per qualificazione e validazione.

La prevedibilità normativa diventa particolarmente importante perché lo sviluppo e la qualificazione di un nuovo materiale possono richiedere percorsi pluriennali.

PFAS e sostituzione delle sostanze: perché non basta trovare un’alternativa

Il tema dei PFAS evidenzia bene una delle principali complessità della transizione normativa.

Quando una restrizione potenziale riguarda una sostanza o una tecnologia utilizzata per conferire una determinata proprietà funzionale al compound, l’eventuale sostituzione non può essere considerata esclusivamente da un punto di vista chimico.

Una nuova soluzione deve essere qualificata tecnicamente e validata nell’applicazione, verificando che le prestazioni richieste possano essere mantenute nel componente e nelle reali condizioni di utilizzo.

Come evidenziato durante il confronto di Francoforte, l’individuazione di alternative può quindi richiedere non solo nuove sostanze o formulazioni, ma anche attività di qualificazione, validazione applicativa e verifica della continuità prestazionale.

Per l’industria dei compound tecnici, la compliance diventa così una variabile che deve dialogare direttamente con material science, formulazione, testing e application development.

La compliance è una responsabilità dell’intera supply chain

Un altro punto emerso dal panel riguarda il flusso delle informazioni.

La conformità di un materiale non può essere gestita dal compounder in isolamento. La disponibilità e l’affidabilità dei dati devono essere garantite attraverso una catena che coinvolge fornitori di materie prime, compounder, trasformatori, OEM e utilizzatori finali.

In questo scenario assumono maggiore rilevanza anche le associazioni industriali, che possono raccogliere evidenze tecniche, consolidare le esperienze delle imprese e contribuire al confronto con le istituzioni durante lo sviluppo e l’implementazione della normativa.

Una collaborazione efficace permette inoltre di evitare decisioni premature lungo la supply chain che potrebbero introdurre limitazioni ulteriori rispetto a quelle effettivamente definite dal quadro normativo.

Compliance normativa e sviluppo dei compound: l’approccio LATI

Per LATI, il monitoraggio degli sviluppi normativi è parte integrante dell’attività di supporto tecnico offerta ai clienti.

L’obiettivo è accompagnare la selezione, lo sviluppo, l’industrializzazione e la validazione dei materiali considerando non soltanto le prestazioni meccaniche, termiche, elettriche o funzionali richieste, ma anche i requisiti normativi presenti e le possibili evoluzioni future.

Il portafoglio LATI comprende compound rinforzati, autoestinguenti, termicamente conduttivi, autolubrificanti, schermanti EMI e formulazioni basate su materie prime riciclate. A queste competenze sui materiali si affiancano progettazione applicativa, assistenza tecnica e supporto sugli aspetti di conformità.

La partecipazione al Compounding & Recycling Expo ha rappresentato quindi non soltanto un momento di approfondimento normativo, ma anche un’opportunità di confronto diretto con fornitori e partner industriali su disponibilità di materie prime, tecnologie e possibili percorsi di sviluppo comuni. 20260930 – Comunicato stampa co…

In un settore nel quale innovazione, sostenibilità e compliance sono sempre più interdipendenti, la capacità di anticipare il cambiamento e condividere informazioni affidabili lungo l’intera catena del valore diventa un elemento essenziale per sviluppare soluzioni tecnicamente e industrialmente sostenibili.

FAQ

Che cos’è il PPWR e perché interessa l’industria delle materie plastiche?

Il PPWR è il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. Introduce requisiti armonizzati lungo il ciclo di vita degli imballaggi e interessa direttamente materiali, riciclabilità, contenuto riciclato e gestione dei flussi di packaging. Il Regolamento (UE) 2025/40 è applicabile dal 12 agosto 2026.

In che modo REACH influenza lo sviluppo dei compound termoplastici?

REACH può incidere sulla disponibilità e sulle condizioni d’uso di sostanze impiegate nelle formulazioni. Per i compounder diventa quindi importante monitorare lo status delle materie prime e valutare per tempo eventuali alternative.

I PFAS sono già vietati nell’Unione europea?

Non esiste un unico divieto generalizzato già applicabile a tutti i PFAS e a tutti gli utilizzi. Alcuni sottogruppi e applicazioni sono già soggetti a restrizioni, mentre la proposta di restrizione più ampia è ancora nel processo REACH.

Perché sostituire un additivo richiede una nuova validazione del compound?

Un additivo contribuisce alle prestazioni finali della formulazione. La sua sostituzione può modificare proprietà meccaniche, termiche, elettriche, tribologiche o di processo e richiede quindi qualificazione tecnica e validazione nell’applicazione.

Perché la compliance deve coinvolgere tutta la supply chain?

Perché informazioni su composizione, materie prime, restrizioni e requisiti applicativi devono essere trasferite in modo affidabile tra fornitori, compounder, trasformatori, OEM e utilizzatori finali.